L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha ricevuto oggi il parere
della Commissione europea che ha approvato il modello generale di costo
relativo alle tariffe dell’unbundling. I commenti della Commissione
confermano la validità del passaggio al modello di costo BU – LIRC a costi
correnti di un operatore efficiente.
La Commissione sottolinea come l’Autorità nel suo modello si prefigga di
centrare l’obbiettivo di una valorizzazione corretta degli elementi di rete al
fine di stabilire tariffe che possano effettivamente incentivare gli
investimenti.
Le osservazioni di dettaglio della Commissione riguardano la riconciliazione
di alcuni elementi del modello e il meccanismo di controllo della qualità, al
quale sono legati i futuri aumenti al rialzo per il 2011 – 2012.
In merito alla lettera di commenti il Presidente Calabrò ha dichiarato:
“L’interlocuzione con la Commissione europea è stata ampia, approfondita
e soddisfacente. La Commissione ha apprezzato il nostro modello e fornito
utili indicazioni per il suo ulteriore affinamento. E’ importante che laCommissione abbia colto la novità di un meccanismo ad incentivi che
condiziona i futuri aggiustamenti, meccanismo che, come anch’io ho
illustrato avantieri al Senato, va meglio messo a punto.”
L’Autorità terrà in massimo conto le osservazioni della Commissione
europea e prenderà una decisione finale nelle prossime settimane.
Roma, 21 ottobre 2010
La Commissione europea ha approvato il modello generale di costo relativo alle tariffe dell’unbundling presentato dall’AGCOM. I commenti della Commissione confermano la validità del passaggio al modello di costo BU – LIRC a costi correnti di un operatore efficiente.
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Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in via definitiva, lo schema di disegno di legge recante disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee – Legge comunitaria 2010.
Continua a leggere: Approvato il Disegno di legge Comunitaria 2010
L’Unione europea ha in animo di introdurre norme che garantiscano il diritto all’interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali.
Il Parlamento ha votato, a stragrande maggioranza, per un progetto di legge frutto dei negoziati tra le tre istituzioni: Parlamento, Consiglio e Commissione (MEMO/10/236).
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