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	<title>GiuridicoBlog &#187; precari</title>
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	<description>Novità legislative del diritto italiano</description>
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		<title>Precari nella scuola, per assumerli ci vogliono 24 anni</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 21:14:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La stima tiene conto di un tasso di assunzione di 20 mila l&#8217;anno, la metà per le graduatorie
Precari, 24 anni per assumerli
Sono 240 mila gli abilitati iscritti nelle liste in attesa di un posto
H
anno in media 38 anni. Per entrare tutti, dovranno a-spettare presumibilmente 24 anni. Il che vuol dire che ci sarà chi andrà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden; top: 0px; left: -10000px;">La stima tiene conto di un tasso di assunzione di 20 mila l&#8217;anno, la metà per le graduatorie</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden; top: 0px; left: -10000px;">Precari, 24 anni per assumerli</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden; top: 0px; left: -10000px;">Sono 240 mila gli abilitati iscritti nelle liste in attesa di un posto</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden; top: 0px; left: -10000px;">H</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden; top: 0px; left: -10000px;">anno in media 38 anni. Per entrare tutti, dovranno a-spettare presumibilmente 24 anni. Il che vuol dire che ci sarà chi andrà in pensione senza essere mai stato as-sunto a tempo indetermina-to. È quanto potrebbe ragio-nevolmente accadere nella scuola in assenza di un pia-no robusto di assunzioni ri-servate solo ai precari stori-ci. Un piano che non pare essere nelle intenzioni del ministro dell&#8217;istruzione, Ma-riastella Gelmini, che nella conferenza stampa di aper-tura dell&#8217;anno scolastico ha ammesso quello che molti pensano. Ovvero che «as-sumere 200 mila precari è praticamente impossibile, nessun governo lo farà mai». E intanto ha rilanciato un nuovo sistema di reclu-tamento per immettere giovani. E così è partita la corsa a calcolare quanti anni serviranno a smaltire il precariato. La stima fatta da ItaliaOggi circa i 24 anni parte dall&#8217;assunto di base, ovvero che ad oggi nelle graduatorie permanenti so-no iscritti ben 240 mila do-centi. Una marea di inse-gnanti che spinge per entra-re in ruolo e che deve fare i conti con disponibilità di posti fortemente decurtate dai tagli agli organici (si veda la tabella in pagina) e da una evoluzione del reclu-tamento che porterà inevita-bilmente all&#8217;apertura di nuovi concorsi. Concorsi necessari per sopperire alla mancanza di abilitati in al-cune classi di concorso ma soprattutto per rinverdire la pianta organica con giovani formati secondo i nuovi canoni del regolamento sulla formazione del ministro Gelmini, ormai giunto alle battute finali. Stando alle indicazioni che trapelano dal ministero, ai concorsi sarà riservato co-munque il 50% delle im-missioni in ruolo. Una volta ultimato il piano di tagli imposto dal decreto 112/2008, si può ragionare su un tasso medio di assun-zioni di 20 mila l&#8217;anno (que-st&#8217;anno ne sono entrati 10 mila), che dovrebbe più o meno bilanciare le uscite (quest&#8217;anno il pensionamen-ti sono stati 30 mila). Per smaltire un arretrato di 240 mila precari servirebbero appunto 24 anni. Dati duri che colpiscono, dall&#8217;ultima rilevazione fatta dal mini-stero sulle graduatorie a e-saurimento, in particolare le donne, il tasso di precarietà riguarda per l&#8217;83% le inse-gnanti, e il Sud: il 65% de-gli aspiranti è nato nel Me-ridione e nelle graduatorie del Mezzogiorno gli abilitati di «antica presenza» rag-giungono punte del 60%. Eppure ci sono classi di concorso scoperte, nel setto-re tecnico-scientifico e al Centro-Nord. Ci sono anche 27 province su 100 che nel-l&#8217;arco di tre anni avranno esaurito le graduatorie per la scuola primaria. Insom-ma, ci sono troppi abilitati ma nei settori e nelle regioni sbagliate. Stando all&#8217;analisi del ministero, le graduatorie esaurite o virtualmente e-saurite sono il 4% del totale dei posti a livello nazionale. Il fenomeno riguarda quasi esclusivamente classi di concorso con basso numero di posti, non è presente nel-l&#8217;infanzia e nella primaria, che assieme contano circa il 46% dell&#8217;organico. Le gra-duatorie in via di esauri-mento costituiscono il 6,8% del totale e fanno riferimen-to a un numero di posti in organico di diritto di circa 86.500 posti. «Il che non significa, nell&#8217;arco di un triennio, che si renderà di-sponibile un tal numero di posti», butta subito avanti le mani il ministero, «significa solo che entro tale periodo nelle graduatorie riferite a quei posti presumibilmente non ci saranno più aspiran-ti». Molto affollate le gra-duatorie di tutti gli ordini di scuola, tra il 73% della pri-maria e il 100% dell&#8217;infan-zia. Incrociando le gradua-torie con le città, emerge che la classe di concorso di italiano e storia è in linea generale affollata-molto af-follata, che matematica e fisica nella media è affollata a Napoli, Catanzaro, Cosen-za e Caserta, ma è in via si esaurimento a Milano e a Torino è virtualmente esau-rita. Mancheranno a breve i candidati a insegnare mate-rie tecniche, quali meccani-ca, chimica, tecnologia, e nella primaria. Sempre in prevalenza al Centro-NorLa stima tiene conto di un tasso di assunzione di 20 mila l&#8217;anno, la metà per le graduatorie</div>
<p><a href="http://www.giuridicoblog.it/2010/09/precari-nella-scuola-per-assumerli-ci-vogliono-24-anni/"><img class="alignnone size-full wp-image-369" title="Precari nella scuola, per assumerli ci vogliono 24 anni" src="http://www.giuridicoblog.it/wp-content/uploads/lavoratori.jpg" alt="Precari nella scuola, per assumerli ci vogliono 24 anni" width="500" height="180" /></a>Sono 240 mila idonei in lista di attesa, con una media di 28 anni, e 24 che li separano da un posto di lavoro. Questa è la prospettiva in ambito scolastico in assenza di un piano robusto di assunzioni riservate ai precari storici. <span id="more-588"></span>Un&#8217;impresa impossibile avvalorata dalle parole del ministro Gelmini, che nella conferenza stampa di apertura dell&#8217;anno scolastico ha dichiarato «assumere 200 mila precari è praticamente impossibile, nessun governo lo farà mai».</p>
<p>Poi rilancia un nuovo sistema di reclutamento per giovani. Solo che per  smaltire il precariato, secondo la stima fatta da ItaliaOggi, ci vogliono in media 24 anni.</p>
<p>Stando alle indicazioni del ministero, ai concorsi sarà riservato il 50% delle immissioni in ruolo. Con un tasso medio di assunzioni poi il tasso medio di assunzioni sarà di 20 mila l&#8217;anno (anche se quest&#8217;anno ne sono entrati 10 mila).</p>
<p>Il tasso di precarietà riguarda per l&#8217;83% le insegnanti.  Troppi abilitati ma nei settori e nelle regioni sbagliate. Stando all&#8217;analisi del ministero, le graduatorie esaurite o virtualmente esaurite sono il 4% del totale dei posti a livello nazionale.</p>
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		<title>Decreto salva precari: garanzie e continuità per il servizio scolastico</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 19:13:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valentinar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[decreto legislativo]]></category>
		<category><![CDATA[novità legislative]]></category>
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		<category><![CDATA[precari]]></category>

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		<description><![CDATA[Con il decreto-legge n. 134/2009 convertito dalla legge n.167/2009, si è tentato di mettere ordine il settore dei precari.  I principali provvedimenti del decreto ribattezzato appunto “decreto salva precari” sono volti a garantire la continuità del servizio per l’anno scolastico in corso.
Il decreto-legge stabilisce in primo luogo che i contratti a tempo determinato del personale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuridicoblog.it/2010/01/decreto-salva-precari-garanzie-e-continuita-per-il-servizio-scolastico/"><img class="alignnone size-full wp-image-78" title="Decreto salva precari: garanzie e continuità per il servizio scolastico" src="http://www.giuridicoblog.it/wp-content/uploads/lavoro-precario.jpg" alt="Decreto salva precari: garanzie e continuità per il servizio scolastico" width="500" height="180" /></a>Con il decreto-legge n. 134/2009 convertito dalla legge n.167/2009, si è tentato di mettere ordine il settore dei precari.  I principali provvedimenti del decreto ribattezzato appunto “decreto salva precari” sono volti a garantire la continuità del servizio per l’anno scolastico in corso.<span id="more-73"></span></p>
<p>Il decreto-legge stabilisce in primo luogo che i contratti a tempo determinato del personale della scuola possono trasformarsi in rapporti di lavoro a tempo indeterminato solo nel caso di immissione in ruolo.</p>
<p>Garantisce, inoltre, forti tutele per i precari che l’anno scorso avevano un contratto annuale e sono rimasti quest’anno disoccupati: questi avranno la precedenza assoluta per le assenze temporanee dei titolari. In questo modo si potrà garantire al continuità didattica e lavorativa del personale.</p>
<p>Nel frattempo, i precari che percepiscono la disoccupazione possono essere impiegati percependo una indennità in progetti ad hoc e “di carattere straordinario” che possono durare fino a 8 mesi. I progetti possono essere promossi dalle scuole in collaborazione con le regioni.</p>
<p>La  possibilità di accedere alle supplenze è concessa anche a chi ha maturato lo scorso anno almeno sei mesi di supplenze.</p>
<p>Il decreto introduce, infine, controlli più stringenti per i  docenti precari che chiedono l’inserimento in graduatoria in una provincia diversa da quella di residenza usufruendo della legge  sui disabili. I certificati che attestano la disabilità vengano controllati sia nella provincia di residenza che in quella di destinazione.</p>
<p>Infine, un provvedimento anche per i candidati esterni intenzionati a sostenere l’esame di Stato: anche se risultano in possesso della promozione all’ultimo anno, dovranno sostenere un esame preliminare sulle materie previste dal piano di studi dell’ultimo anno.</p>
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