Una politica marittima integrata dall’Unione Europea(ParteII)
Sempre nell’ambito del Reg.1255/2011:viene concesso un sostegno finanziario- che nella pratica può essere realizzato tramite sovvenzioni con un tasso massimo di cofinanziamento dell’Unione per azione dell’80%, con contratti di appalto pubblico ed accordi ammnistrativi con il Centro comune di ricerca- per i progetti-anche quelli pilota-, studi ricerche e programmi operatici di cooperazione inclusi i programmi di istruzione, formazione professionale e riqualificazione; sensibilizzazione; sorveglianza e accesso pubblico ad un esteso volume di dari.
Una politica marittima integrata dall’Unione Europea (ParteI)
Con il REGOLAMENTO (UE) n.1255/2011 l’Unione Euopea ha istituito un programma di sostegno per l’ulteriore sviluppo di una politica marittima integrata(PMI).
CE: direttiva 2006/116 sulla durata del diritto d’autore
Secondo l‘art. 1 -che regola la durata dei diritti d’autore- della dir.2006/116,i diritti d’autore di opere letterarie ed artistiche(definiti -ai sensi dell‘art.2 della Convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie e artistiche adottata nel 1886 le opere letterarie artistiche come: libri opuscoli, opere coreografiche, opere drammatiche, sermoni, opere di architettura, carte geografiche etc.)durano tutta la vita dell’autore e sino al termine del settantesimo anno dopo la sua morte indipendentemente dal momento in cui l’opera è stata resa lecitamente accessibile al pubblico”.Se il diritto appartiene conngiuntamente ai coautori il periodo decorre dalla morte del coautore che muore per ultimo.
UE all’Italia: è critica la situazione del lavoro femminile e della ricerca
Con la raccomandazione del 12 Luglio 2011 sul programma nazionale di riforma 2011 dell’Italia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità aggiornato dell’Italia, 2011-2014 il Consiglio europeo ha colto l’occasione per ammonire l’Italia sulla preoccupante situazione di arretratezza in ambito del lavoro femminile e delle carenze in ambito della ricerca.
UE: salute e giornalismo
L’Unione Europea continua a stupire in quanto ad iniziative,dal 2008 che viene promosso il progetto sul “Concorso giornalistico europeo”in tema di salute in senso generico comprendendo tutte le tematiche che vanno dalle gravi malattie come il cancro ai vaccini per l’infanzia.
Crisi economica: raccomandazione dell’UE
Il Consiglio dell’UE in seguito all’approvazione della proposta della Commissione di una nuova strategia per l’occupazione e la crescita basata su un maggiore coordinamento delle politiche economiche denominata Europa 2020 e dopo che il 12 Gennaio 2011 ha adottato la prima Analisi annuale della crescita-in seguito all’invito per gli Stati membri di adeguarsi agli orientamenti integrati con le proprie politiche nazionali sugli importanti temi di occupazione ed economia- il 25 Marzo, dopo una dettagliata analisi, ha rilevato la priorità del risanamento finanziario, della riduzione della disoccupazione attraverso riforme del mercato del lavoro così da aumentare la crescita di quest’ultimo e ha invitato gli Stati membri a inserire nei programmi nazionali concretamente tali priorità.
L’Unione Europea e i rifiuti radioattivi(Parte III)
Il Capo III della direttiva 117/2006, rubricato”Spedizioni al di fuori della comunità” differenzia la discipplina a seconda che si tratti di “Importazioni nella Comunità”, “Transito attraverso il territorio della Comunità”, “esportazioni al di fuori della Comunità”.
L’Unione Europea e i rifiuti radioattivi(Parte II)
La presente direttiva si differenzia dalla precedente che disciplinava la materia per l’annessione del concetto di spedizione di rifiuti destinati al ritrattamento. Secondo l’art.2 rubricato “Rispedizioni connessa ad operazioni trattamento e ritrattamento” rimane impregiudicato il diritto di uno Stato membro di rispedire dopo l’avvenuto trattamento i rifiuti radioattivi al loro paese di origine e il diritto anche di un’impresa(nello Stato membro) cui debba essere spedito combustibile esaurito destinato al ritrattamento di rispedire al paese di origine i rifiuti radioattivi recuperati con l’operazione di ritrattamento.
Il Capo II “Spedizioni all’interno della comunità” esplica la procedura per far sì che uno Stato membro, detentore di rifiuti radioattivi o di combustibile esaurito, possa spedirli (o li faccia spedire) all’interno della Comunità.Lo Stato membro che vuole inviare i rifiuti deve presentare domanda alle autorità competenti dello stato destinatario – o/e a qualsiasi Stato di transito-affinchè diano il consenso assicurando tutte le informazioni richieste;entro 20 giorni dal ricevimento della domanda le autorità competenti ne verificano la correttezza di forma e qualora sia debitamente compilata la domanda, le autorità competenti dello stato di destinazione inviano un avviso di ricevimento allo stato di origine entro 10 giorni dalla scadenza del periodo di 20 giorni sopraccitato(considerando che ogni ritardo o mancata cooperazione dello Stato membro è segnalato alla Commissione). Una volta che sono stati concessi tutti i consensi, le autorità competenti dello Stato membro di origine possono autorizzare il detentore a procedere alla spedizione-previa informazione delle autorità competenti dello Stato membro o Paese terzo di transito; la durata dell’autorizzazione non può essere superiore a 3 anni.
Eleonora Cordoni
L’Unione Europea e i rifiuti radioattivi(Parte I)
Nel 2006 il Consiglio dell’Unione Europea, vista la proposta della Commissione, ha adottato la direttiva n. 117 relativa alla sorveglianza e al controllo delle spedizioni di rifiuti radioattivi e di combustibile nucleare esaurito.
Ue contro la legge Bossi-Fini
Il 28 di aprile 2011 la Corte di giustizia dell’Unione Europea in Prima Sezione si è pronunciata in merito ad una domanda di pronuncia pregiudiziale ai sensi dell’art. 267 TFUE, proposta dalla Corte d’appello di Trento-con ordinanza 2 febbraio 2011-avente ad oggetto l’interpretazione degli art.15″Trattenimento”e 16″Condizioni di trattenimento” della direttiva 2008/115/CE recante “Norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare”, in seguito ad un procedimento di condanna a pena di un anno di reclusione per il reato di permanenza irregolare sul territorio italiano, senza giustificato motivo, in violazione di un ordine di allontanamento.











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