Multato chi si rifiuta di dare il documento ad agenti in borghese
La Corte di Cassazione ha deciso che può scattare la multa per chi rifiuta di mostrare i documenti di identità ai carabinieri anche nel caso in cui i militari siano in borghese e a bordo di un’auto senza i segni distintivi dell’Arma.
Giornalismo d’inchiesta: limiti meno rigorosi sull’attendibilità della fonte
Le limitazioni imposte ai giornalisti si restringono soprattutto per quanto riguarda l’attendibilità della fonte, in questo senso la Cassazione, con la sentenza 16236/10, si è espressa su un caso di pretesa diffamazione a mezzo stampa.
Risarcimento danno patito dalla casalinga : i nuovi prinicipi elaborati dalla Cassazione .
La cassazione ha elaborato due principi per quanto attine la materia di risarcimento del danno della casalinga :
- ex art. 1223 c.c.( con richiamo dal successivo art. 2056) ne consegue che il pregiudizio economico che subisce una casalinga menomata nell’espletamento della sua attività in conseguenza di lesioni subite è valutabile come danno emergente e può essere liquidato “pur in via equitativa, anche nell’ipotesi in cui la stessa sia solita avvalersi di collaboratori domestici, perché comunque i suoi compiti risultano di maggiore ampiezza, intensità, responsabilità rispetto a quelli espletati da un prestatore d’opera dipendente” (Cass. Sentenza n. 19387 del 28/09/2004);
- Il criterio di determinazione della misura del reddito previsto dall’art.4 della Legge 26 Febbraio 1977 n. 39 ( triplo della pensione sociale ) pur essendo applicabile nei confronti dell’assicuratore per responsabilità derivante dalla circolazione dei veicoli e dei natanti , può essere utilizzato dal giudice come parametro di riferimento per la valutazione del redddito figurativo della casalinga , nell’esercizio del suo potere di liquidazione del danno patrimoniale , conseguente all’invalidita, danno diverso , da quello biologico. (Cass. Sentenza n. 15823 del 28/07/2005).
(Corte di Cassazione – Terza Sezione Civile, Sentenza 20 luglio 2010, n.16896: Risarcimento danni)
Francesca R Giurgola
Mediatori : no alla provvigione senza iscrizione all’albo.

“Anche i procacciatori di affari, che svolgono l’attività di intermediazione per la conclusione dell’affare su incarico di una parte, devono essere iscritti nell’albo professionale di cui alla l. n. 39/1989, con la conseguenza che la mancata iscrizione esclude il diritto alla provvigione”.
Molestie tramite e-mail : La Cassazione replica.
Contravvenzione di molestie alle persone con l’invio,tramite net , di un messaggio recante apprezzamenti gravemente lesivi della dignità e della integrità personale e professionale del convivente della destinataria: sentenza annullata senza rinvio, impugnata perchè il fatto non è previsto dalla legge come reato.
La motivazione della Corte è di sotto riportata .
Il datore di lavoro può “controllare” il suo subordinato? Il “si” della Cassazione penale…
La Cassazione Penale si pronuncia in merito alle videoriprese effettuate all’interno del posto di lavoro (nello specifico un bar ) dal datore di lavoro , per dimostrare il furto effettuato dalla cassiera; in particolare , essa si pronuncia sulla utilizzabilità a fini penali di suddette riprese stabilendo che, all’interno dello statuto dei lavoratori art. 4 e art. 38 si parla di accordo sindacale a fini di riservatezza degli stessi nello svolgimento della loro attività, “ma non implicano il divieto dei cd. controlli difensivi del patrimonio aziendale da azioni delittuose da chiunque provenienti. Pertanto in tal caso non si ravvisa inutilizzabilità ai sensi dell’articolo 191 Codice Procedura Penale di prove di reato acquisite mediante riprese filmate, ancorché sia perciò imputato un lavoratore subordinato”.
La Cassazione Civile ribadisce in materia di S.a.S.
La Cassazione si pronuncia nuovamente in merito alla figura del socio accomandatario occulto di società in accomandita semplice ed alle attività che possono consentire di attribuire tale natura e le conseguenti responsabilità al socio accomandante.
Autovelox la Ue non impone controlli
La Cassazione ha confermato la validità delle multe pur in assenza di controlli per verificarne il tasso di attendibilità ed efficienza delle macchinette autovelox che tanto affliggono i viaggiatori.
Diritto d’autore ” versus” RAI ….
La cassazione si pronuncia negativamente su una questione riguardante il karaoke , nello specifico: se nelle trasmissioni “Furore ” e “Super Furore” la Rai avesse potuto legittimamente fare uso , secondo lo schema dello stesso karaoke, dei testi di alcuni brani musicali , con riproduzione e diffusione a scorrimento visuale su uno schermo e su video a beneficio dei telespettatori.
La motivazione della pronuncia risulta essere la seguente.
“Trattandosi di composizioni musicali con parole, le canzoni sono disciplinate sotto il profilo della loro utilizzazione economica dagli articoli da 33 a 37 della legge sul diritto d’autore in ragione dei quali il compositore della musica ed il paroliere sono considerati coautori dell’opera in pari misura (art 34). L’esercizio dei diritti di utilizzazione economica dell’opera musicale (rappresentata nella sua integrità di parole e musica) compete al compositore della musica (art 33), salvo ovviamente ripartire i compensi in ragione della quota spettante a ciascuno dei coautori. Fermi questi principi, tuttavia, ciascuno dei coautori può sfruttare ai fini economici separatamente ed indipendentemente la propria opera, e, cioè, il testo letterario o la musica, quando siano suscettibili di autonoma utilizzazione. Nel caso di specie, pertanto, il compositore può sfruttare in proprio il solo brano musicale mentre il paroliere può usare le parole della canzone come autonomo testo letterario”.
Secondo la Cassazione, dunque ottenere da parte di un terzo l’autorizzazione per l’esecuzione e radiodiffusione della canzone in quanto tale non deve ritenersi comprensiva anche dell’autorizzazione per la riproduzione del solo testo letterario della stessa , poichè mentre nel primo caso l’autorizzazione può essere rilasciata per la canzone dsl solo autore della musica, nel secondo caso, deve necessariamente essere rilasciata dall ‘autore del testo.
Mentre tuttavia nel caso specifico è pacifico che i titolari dei diritti sui brani musicali, hanno autorizzato la esecuzione nonchè radiodiffusione degli stessi -tramite la mandataria SIAE – resta controverso se sia stata autorizzata anche la produzione del testo delle parole.
L’art. 15 della Legge sul diritto d’autore attribuisce all’autore il diritto esclusivo “di eseguire, rappresentare o recitare in pubblico” l’opera ; diritto questo, distinto da qello di riproduzione di cui pure gode lo stesso autore.
La Cassazione ha pertanto rilevato che l’interpretazione della Corte d’appello delle condizioni generali di licenza vigenti tra SIAE e RAI non appare giuridicamente corretta non essendo possibile fare rientrare la riproduzione del testo di una canzone all’interno di una trasmissione televisiva nella diversa ipotesi di rappresentazione dell’opera musicale non potendosi confondere diritti tra loro diversi facenti capo all’autore che sono suscettibili di autonoma utilizzazione”.
(Corte di Cassazione – Prima Sezione Civile, Sentenza 10 maggio 2010, n.11300).
“Nozione di pedopornografia” : La Cassazione ne ribadisce i limiti …
”Il giudice italiano, nell’applicazione dell’art. 600 ter c.p., deve fare riferimento alla nozione di pedopornografia fornita dall’art. 1 della decisione quadro 2004/68/GAI, al fine di rendere compatibile la fattispecie penale ai principi di determinatezza e offensività. Perciò, il materiale pedopornografico previsto dalla norma codicistica come oggetto materiale della condotta criminosa deve essere inteso come quel materiale che ritrae o rappresenta visivamente un minore degli atti diciotto implicato o coinvolto in una condotta sessualmente esplicita, quale può essere anche la semplice esibizione lasciva dei genitali o della regione pubica. Com’è evidente, questa è una interpretazione non contra legem, ma secundum legem, perché non fa che restituire alla fatti specie penale un significato costituzionalmente compatibile col principio di determinatezza, laddove richiede alla pedopornografia (e in genere alla pornografia) una connotazione esplicitamente sessuale”.





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