Codice della Privacy: i diritti dell’interessato
Il d.lgs. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali” rappresenta, dopo le novità della Carta di “Nizza” del 2000 in ambito europeo, una svolta nel riconoscimento del diritto alla protezione dei dati personali come “libertà”.Infatti il primo articolo del codice della Privacy afferma che “Chiunque ha diritto alla protezione dei dati personali che lo riguardano”.
Il c.d.”collegato lavoro”:l.183/2010
La legge 183/2010 denominata “Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, diammortizzatori sociali, di servizi per l’impiego, di incentivi all’occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonche’ misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro” è definitivamente entrata in vigore il 24 Novembre.Il provvedimento ha riformato ambiti rilevanti ed istituti portanti della displina del diritto lavoro apportando modifiche all’arbitrato, all’impugnativa dei licenziamenti e costituendo nuove sanzioni, con un sistema sanzionatorio più aspro soprattutto per il “lavoro sommerso”.
Il d.l.228/2010 proroga gli interventi internazionali
Il 29 Dicembre, avendo visto la straordinaria urgenza e necessità di prorogare il sostegno e la prosecuzione delle missioni internazionali per lo sviluppo, la pace, la stabilizzazione, la partecipazione del personale delle Forze armate e di polizia, è stato emanato su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro degli affari esteri, della difesa, dell’interno, della giustizia, dell’economia e delle finanze, di concerto con il ministro della salute, il d.l.228/2010: “Proroga degli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, nonchè delle missioni internazionali delle forze armate e di polizia”.
Rapporto tra rifugiato politico ed estradizione
In seguito alla negazione di estradizione di Cesare Battisti, richiesta dall’Italia, da parte del Brasile -poichè considerato dal ministro della Giustizia brasiliano “rifugiato politico” – si torna a discutere del concetto di estradizione e dei suoi limiti nel dettato costituzionale.


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