Propaganda elettorale: una maggiore tutela penale

novembre 11, 2010 · Archiviato in novità legislative · Comment 

scheda-elettorale

La Legislazione italiana tramite gli articoli 48 e 51 della Costituzione, che regolano rispettivamente il diritto di elettorato attivo e passivo, ed una cornice di leggi specifiche intende tutelare la libertà di voto, la trasparenza e la sicurezza delle campagne elettorali e corrispettive votazioni.

Animali domestici: le novità del codice penale

novembre 10, 2010 · Archiviato in novità legislative, unione europea · Comment 

Animali domestici

Il 27 ottobre 2010 la Camera dei Deputati ha ratificato in via definitiva la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia (cani e gatti), firmata a Strasburgo il 13 novembre 1987.

Tirocini negli uffici della Corte dei Conti

novembre 8, 2010 · Archiviato in Senza categoria, corte dei conti · Comment 
Fotovoltaico: Reggio Emilia, pannelli in dodici scuole superiori
Ben 100 mila euro all’anno risparmiati sulla bolletta energetica, e ben 700 tonnellate annue di anidride carbonica (CO2) non immessa in atmosfera. Sono questi i risparmi economici ed ambientali nella Provincia di Reggio Emilia nell’ambito di un piano di riqualificazione che prevede in ben dodici scuole superiori l’installazione di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia pulita.
A darne notizia è stata proprio l’Amministrazione provinciale nel sottolineare come si ridurranno i costi e si otterranno risparmi ambientali sfruttando sia le attuali incentivazioni in “Conto Energia“, sia il cosiddetto meccanismo di “Scambio sul posto”. Al riguardo, dopo la messa a punto di un Bando pubblico, l’investimento ammonta complessivamente in 4,75 milioni di euro che saranno ampiamente ripagati attraverso l’erogazione degli incentivi statali in “Conto Energia“, e quindi non andranno a pesare sul Bilancio dell’Amministrazione provinciale.
Le emissioni di CO2 risparmiate sono quelle che si andrebbero a generare dall’energia prodotta con fonti tradizionali per andare a coprire il fabbisogno energetico annuo di ben 500 famiglie. Inoltre, i progetti hanno anche uno scopo educativo visto che in ogni impianto sarà presente un display indicante l’energia prodotta e l’anidride carbonica non immessa in atmosfera. Contestualmente, le strutture scolastiche a fronte della realizzazione degli impianti fotovoltaici, in accordo con quanto mette in risalto la Provincia di Reggio Emilia, beneficeranno anche dei lavori di manutenzione dei tetti.

Tirocini negli uffici della Corte dei ContiSono 10 le opportunità di tirocinio all’interno del funzionamento della Corte dei Conti. La domanda dovrà essere presentata  entro e non oltre il 19 novembre p.v.  per quella che è la prima edizione 2010 del programma di tirocinio promosso dalla Corte dei Conti e dalla Fondazione Crui.

Lo stato dell’arte delle professioni all’estero.

novembre 8, 2010 · Archiviato in Senza categoria, unione europea · Comment 
Riconoscimento delle professioni all’estero: lo stato dell’arte
Written by admin UE nov 5, 2010 Anche se la libertà di circolazione è uno dei pilastri su cui si fonda l’UE, nella pratica ancora troppi ostacoli impediscono l’esercizio delle professioni all’estero. Una direttiva del 2005 sancisce il riconoscimento delle qualifiche: a che punto è l’attuazione, e quali barriere devono ancora superare un medico, un architetto o un avvocato che vogliono esercitare la professione in un altro paese UE? Gli europarlamentari hanno esaminato la situazione settimana scorsa.
Martedì 26 ottobre parlamentari nazionali, europei ed esperti si sono incontrati in una riunione della commissione Mercato interno e protezione dei consumatori per discutere delle modifiche da apportare alla direttiva sul Riconoscimento delle qualifiche professionali, al fine di renderla più efficace.
Il testo, approvato nel 2005, specifica le norme di validità all’estero per 800 tipi diversi di professioni (in Europa ne esistono 4600), e sancisce il riconoscimento automatico per sette di esse. Ma a cinque anni di distanza, molta strada resta da fare per colmare i buchi e le debolezze della legge.
Professionisti, gli ostacoli per lavorare all’estero
Per la Commissione europea, il problema maggiore risiede nella lentezza con cui gli Stati membri hanno trasposto la direttiva nella legislazione nazionale, nella reticenza ad accogliere professionisti da altri paesi UE, e nella mancata applicazione di alcune delle norme previste.
Fra i rappresentanti nazionali, molti hanno puntato il dito sulla questione della salute pubblica, la sicurezza e la protezione dei consumatori come ostacolo alla libera circolazione dei professionisti, mentre altri hanno messo in evidenza lo scoglio delle lingue: molti Stati non hanno istituito un esame per verificare le competenze dei candidati, nonostante le prescrizioni della Direttiva.
Un altro punto è la mancanza di standard comuni nella formazione: come fidarsi dei diplomi e le certificazioni ottenute all’estero, se non esistono criteri comuni? E’ importante ricordare infatti che mentre le qualifiche professionali sono sottoposte a un sistema di mutuo riconoscimento, non avviene lo stesso per i titoli di studio.
I partecipanti hanno proposto anche la creazione di “carte professionali” europee, che permetterebbero di ridurre il fardello burocratico a carico degli interessati.
Orizzonte revisione nel 2012
La Commissione europea ha presentato un documento di lavoro in settembre, sulla base del quali stilerà una revisione della Direttiva. Nel 2012 dovrebbe proporre una nuova proposta di legge: per questo, il dibattito è già iniziato in Parlamento, e a fine anno si aprirà una fase di consultazione rivolta ai professionisti, ai datori di lavoro e ai consumatori.

Lo stato dell'arte delle professioni all'estero. L’esercizio delle professioni all’estero è una strada ancora troppo complicata.  

Cloud computing: i rischi legali delle soluzioni cloud

novembre 2, 2010 · Archiviato in novità legislative, produzione normativa · Comment 
Cloud computing: problemi e vantaggi giuridico legali.
I rischi legali per chi usa le nuove soluzioni cloud
a cura della Redazione
Problemi legali e giuridici per le aziende che sfruttano le piattaforme di condivisione online per dati e documenti, esposte ad un rischio di contenzioso maggiore rispetto a chi gestisce lo stesso materiale sui server che si trovano fisicamente all’interno della società.
Il cloud computing, insieme dei software che sfruttano Internet per la gestione di informazioni e processi, sembra portare qualche problema legale e giuridico alle aziende che ne usufruiscono. Se è vero che queste soluzioni portano vantaggi economici e pratici è vero anche che ci sono da considerare i rischi di violare le condizioni d’uso o la normativa sulla privacy dei documenti in oggetto.
Si tratta di un nuovo tema legale che dagli Stati Uniti sta arrivando in Europa, grazie alla diffusione di questi nuovi strumenti. Durante una ricerca condotta lo scorso anno scorso all’università Queen Mary di Londra per studiare l’interazione tra l’uso della nuvola e le normative di proprietà intellettuale, sono state studiate tutte le clausole dei contratti offerti dai diversi provider ed è risultato che, secondo alcune stime, il 2% dei contratti firmati è a rischio contenzioso.
Importante da considerare è la responsabilità dell’utente finale rispetto all’uso del software. Il problema deriverebbe dal fatto che essendo le soluzioni di cloud computing nuove, le aziende userebbero uno strumento che non conoscono, rischiando di cadere su dettagli tecnici e finire in tribunale, anche se avere i dati custoditi su server esterno facilita il processo di e-discovery durante una causa perché permette di rintracciare più facilmente e velocemente email e documenti. E questo è decisamente un aspetto positivo delle nuove soluzioni cloud.
Altro problema è quello dell’utenza multipla: i provider custodiscono dati di società e enti pubblici diversi e spesso in diretta concorrenza, creando un indiretto conflitto di interesse. I dati vengono conservati in luoghi geografici differenti apportando conseguenze sulla normativa che deve essere applicata in caso di contenzioso. Lo strumento per minimizzare questi rischi è la pianificazione di due diligence sul provider di servizi da utilizzare, tale da garantire la protezione dei dati.
Autore:
Marianna Quatraro

Cloud computing: i rischi legali delle soluzioni cloudLe piattaforme di condivisione online per dati e documenti potrebbero generare problemi di natura giuridica alle aziende che le utilizzano.

L’amore per i figli? Condizionato dalla norma…

novembre 2, 2010 · Archiviato in Senza categoria, novità legislative · Comment 
Amare i figli diventa un obbligo giuridico
di Giovanni NegriCronologia articolo29 ottobre 2010Commenti (2)
Amare per legge. Almeno i propri figli. Nuovi diritti e doveri in famiglia. I genitori non devono solo mantenere ed educare i figli ma anche «amarli»; devono sentire la loro opinione, di cui devono tener conto, in questioni che li riguardano direttamente. I figli, da parte loro, devono rispettare i genitori e contribuire, secondo il proprio reddito, al mantenimento della famiglia. A delineare i nuovi rapporti familiari è un disegno di legge delega sulla revisione della normativa in materia di filiazione oggi all’esame del consiglio dei ministri.
La novità principale del Ddl (4 articoli) è costituita dall’equiparazione fra figli naturali e figli legittimi. Qualsiasi distinzione, all’origine di discriminazioni, soprattutto in materia di eredità, sparirà. Sia che nascano nel matrimonio sia fuori (sono il 20% delle nascite secondo gli ultimi dati Istat), per la vita concreta dei figli non ci saranno più differenze. Rafforzati i legami con i parenti dei genitori, compresi i nonni: in questo modo si allargherà anche la possibilità di ereditare.
«L’assoluta parificazione fra figli naturali e figli legittimi – precisa il sottosegretario con delega alle politiche della famiglia Carlo Giovanardi – È importante perchè‚ toglie ogni discriminazione per questi minori. Si tratta di misure che estendono i diritti dei figli in generale, senza mettere in discussione, nè ipotizzare, nuove tutele per le coppie di fatto».
«Con questo provvedimento – aggiunge Giovanardi – si assicura la sostanziale parificazione dei figli legittimi da quelli naturali. Soprattutto in sede di successione, la cui disciplina, una volta approvato il provvedimento, dovrà essere adeguata».
Altra novità, dalla valenza più culturale ma non facilmente esigibile, almeno attraverso un obbligo giuridico, è costituita dall’inserimento dell’amore fra i doveri dei genitori. «Il figlio – si legge nell’articolo 1 del disegno di legge – ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito, amato e assistito moralmente dai genitori nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni». A sua volta, il figlio deve però «rispettare i genitori e deve contribuire, in relazione alle proprie capacità, alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglie finchè convive con essa».

L'amore per i figli? Condizionato dalla norma...La norma evolve, l’amore per i figli anche. La legge impone di amare, non solo mantenere ed educare i figli. In altre parole curarli,  tener conto delle questioni che li riguardano direttamente.

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