UE:approvato con riserva il modello di calcolo di costo della rete di accesso AGCOM

ottobre 31, 2010 · Archiviato in Senza categoria · Comment 
L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha ricevuto oggi il parere
della Commissione europea che ha approvato il modello generale di costo
relativo alle tariffe dell’unbundling. I commenti della Commissione
confermano la validità del passaggio al modello di costo BU – LIRC a costi
correnti di un operatore efficiente.
La Commissione sottolinea come l’Autorità nel suo modello si prefigga di
centrare l’obbiettivo di una valorizzazione corretta degli elementi di rete al
fine di stabilire tariffe che possano effettivamente incentivare gli
investimenti.
Le osservazioni di dettaglio della Commissione riguardano la riconciliazione
di alcuni elementi del modello e il meccanismo di controllo della qualità, al
quale sono legati i futuri aumenti al rialzo per il 2011 – 2012.
In merito alla lettera di commenti il Presidente Calabrò ha dichiarato:
“L’interlocuzione con la Commissione europea è stata ampia, approfondita
e soddisfacente. La Commissione ha apprezzato il nostro modello e fornito
utili indicazioni per il suo ulteriore affinamento. E’ importante che laCommissione abbia colto la novità di un meccanismo ad incentivi che
condiziona i futuri aggiustamenti, meccanismo che, come anch’io ho
illustrato avantieri al Senato, va meglio messo a punto.”
L’Autorità terrà in massimo conto le osservazioni della Commissione
europea e prenderà una decisione finale nelle prossime settimane.
Roma, 21 ottobre 2010

UE:approvato con riserva il modello di calcolo di costo della rete di accesso AGCOM La Commissione europea  ha approvato il modello generale di costo relativo alle tariffe dell’unbundling presentato dall’AGCOM. I commenti della Commissione confermano la validità del passaggio al modello di costo BU – LIRC a costi correnti di un operatore efficiente.

Salto qualità nei rapporti con Bruxelles

ottobre 27, 2010 · Archiviato in Senza categoria · Comment 

Salto qualità nei rapporti con Bruxelles  Il Consiglio dei Ministri ha approvato la settimana scorsa il disegno di legge ”Norme generali sulla partecipazione dell’Italia al processo normativo dell’Unione Europea e sulle procedure per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea”.

Banche: urge legge quadro su finanza islamica

ottobre 26, 2010 · Archiviato in Senza categoria · Comment 

Banche: urge legge quadro su finanza islamica“Siamo molto in ritardo rispetto agli altri paesi nell’attrazione della finanza islamica, se pensiamo che le banche islamiche nel mondo sono 350 di cui 26 in Europa e nessuna in Italia. Un colpevole ritardo se vediamo come invece oggi siamo il primo partner commerciale dei paesi della sponda sud del Mediterraneo mentre le rotte commerciali delle aziende italiane si stanno sempre piu’ dirigendo verso il sud est del mondo”.

Diversi mezzi di informazione, diverso trattamento : La Cassazione si pronuncia .

ottobre 22, 2010 · Archiviato in Corte di Cassazione · Comment 

Diversi mezzi di informazione, diverso trattamento : La Cassazione si pronuncia .La Cassazione si pronuncia in merito alla disciplina di controllo nel settore della stampa , stabilendo che il mancato controllo da parte del direttore di testata della stampa non prevede medesimo trattamento nel caso di periodico online, in particolare : “Allo stato “il sistema” non prevede la punibilità ai sensi dell’art. 57 cp (o di un analogo meccanismo incriminatorio) del direttore di un giornale on line “.

Privacy sulla produzione dei dati personali avanti al Giudice…

ottobre 22, 2010 · Archiviato in diritto privato · Comment 

Privacy sulla produzione dei dati personali avanti al Giudice...Sulla base dell’art. 160 del Codice Privacy il quale enuncia : “ La validità, l’efficacia e l’utilizzabilità di atti, documenti e provvedimenti nel procedimento giudiziario basati sul trattamento di dati personali non conforme a disposizioni di legge o di regolamento restano disciplinate dalle pertinenti disposizioni processuali nella materia civile e penale” .

Il mobile in revisione

ottobre 15, 2010 · Archiviato in Pubblica Amministrazione, Senza categoria · Comment 
Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni,presieduto da Corrado Calabrò, ha dato avvio oggi alla consultazione pubblicarelativa ad un’innovativa metodologia da utilizzare per la revisione delle tariffe diterminazione mobile.Si tratta di un importante passaggio con cui verrà ridefinito – dal 2011 inavanti – il percorso di riduzione delle tariffe di terminazione mobile stabilito dalladelibera 667/08/CONS. Sulla scorta dell’esperienza di Paesi che hanno adottato ilmedesimo approccio metodologico, ci si attende una più marcata riduzione delletariffe di terminazione mobile, a beneficio degli operatori ed, in ultima istanza, deiconsumatori e degli utenti finali.Tutti i soggetti interessati potranno far pervenire, entro 30 giorni dallapubblicazione della delibera, le proprie osservazioni in merito all’approccioproposto dall’Autorità. Quest’ultimo, in linea con la Raccomandazionecomunitaria, riguarda sia la tipologia di modello (bottom up LRIC riconciliato conla contabilità regolatoria degli operatori mobili), sia la metodologia per ladefinizione del costo del capitale (WACC).

Il mobile in revisioneIl Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha dato avvio due settimane fa ad una  consultazione pubblica relativa ad un’innovativa metodologia da utilizzare per la revisione delle tariffe diterminazione mobile.

Accesso alla magistratura e all’avvocatura

ottobre 13, 2010 · Archiviato in Senza categoria · Comment 
Accesso alla magistratura, ridare dignità alla laurea in giurisprudenza
ottobre 11, 2010 Inchieste
Ultima puntata dell’inchiesta di Simone Aversano sull’accesso alla magistratura in Italia. Leggi le puntate precedenti e l’intera inchiesta: Prima, Seconda, Terza, Quarta, Quinta, Sesta, Settima.
La disciplina dell’accesso al concorso per uditore giudiziario, e quindi per l’ingresso nella magistratura dello Stato italiano, è un esempio di come l’Italia stessa sia un mostro a due facce: con una faccia promette tranquillità e con l’altra faccia sostanzialmente oscura e nasconde i mali che compie. Una mano lava l’altra, si suol dire in modo ancora più esplicito. Ed infatti è così: con l’istituzione delle scuole di specializzazione nelle professioni legali, con il sancire che queste scuole debbano formare i laureati in giurisprudenza per un ulteriore periodo di due anni post-laurea prima di poter accedere al concorso in magistratura, con il mancato rispetto della regola del concorso bandito annualmente, non si sta facendo altro che togliere dignità ad una professione, quella del magistrato, che da sempre è più una missione che un lavoro qualsiasi. Ma si sta anche togliendo respiro, speranza e futuro ai tantissimi giovani e alle numerose famiglie che devono già sostenere sacrifici spesso indicibili per permettersi di portare avanti gli studi e di sperare in un lavoro dignitoso, anche se adesso, appunto, quasi non lo è più.
E la dignità del magistrato non viene meno soltanto per colpa degli attacchi di quella parte politica che vede la magistratura sempre e comunque politicizzata; nè soltanto per colpa di quell’altra parte politica che la magistratura vorrebbe tenersela sotto la sua protezione e difenderla sempre e comunque a spada tratta, offredole quasi una sponda politica in Parlamento. La dignità del magistrato e della magistratura sta venendo meno proprio per questo fraintendimento, a tratti voluto e cercato, della divisione dei poteri nella democrazia su cui si incardina il nostro Paese. Ci sono senz’altro giudici politicizzati, perchè in ogni campo ed “in ogni fenomeno umano” (per citare non troppo a sproposito una parte di una meravigliosa espressione di un grandissimo giudice, Giovanni Falcone) esistono i peggiori e i non adatti. Ci sono senz’altro giudici incapaci che emettono provvedimenti assolutamente fuori luogo, per non dire fuori legge. Ma la capitolazione definitiva di una democrazia si ha quando si smette di credere negli utili strumenti che lo Stato medesimo mette a disposizione per risolvere qualsiasi tipo di problema e di incrinatura. E’ la legge dello Stato, è la struttura dello Stato che deve essere utlizzata per consentire di raddrizzare ogni stortura del sistema. Una contro-stortura non raddrizzerà ciò che è storto, ma lo renderà solo ancora più storto e forse in maniera irreparabile.
Per lanciare qualche proposta concreta che possa anche offrire spazio per una altrettanto concreta speranza di miglioramento delle cose per i giovani giuristi (ma non solo) del nostro Paese, senz’altro bisogna dire che l’istituzione delle scuole di specializzazione nelle professioni legali non è stato un errore in sè, ma un errore per le finalità e per l’obbligatorietà che sono state subito legate all’esistenza di questi stessi istituti. Più che un errore, si è trattato forse di una mossa volutamente distorta, per tirare acqua a qualche mulino ben diverso da quello della gente comune, delle famiglie, dei giovani, degli studenti universitari. A guadagnarci, come già sottolineato nel corso di questa inchiesta, sono coloro i quali non ne avrebbero bisogno, come professori universitari, avvocati, notai, magistrati, funzionari e certamente anche politici, che basano la propria esistenza professionale sulla ricerca del consenso. Ogni volta che si crea un centro di investimento economico pubblico si tratta senz’altro di un centro di potere, e quindi di consensi facilmente gestibili da chi ne vuole approfittare.
Ed allora bello e giusto sarebbe ritornare al vecchio sistema: poter accedere al concorso per diventare magistrati con la semplice laurea in giursprudenza, lasciando però fermi (o aumentando di un anno) i due anni di uditorato obbligatorio prima di poter effettivamente e pienamente svolgere le funzioni di magistrato, ma comunque due o più anni di pratica che si svolgono all’interno della magistratura, dopo aver superato lo scoglio più grande. Una previsione del tutto simile si potrebbe pensare per l’accesso al notariato, con immediato accesso al concorso e successivo periodo di praticandato obbligatorio. Per l’accesso all’avvocatura, valutazioni di opportunità forse impediscono di invertire anche lì l’ordine delle cose, tra concorso e pratica: per diventare avvocato, insomma, dovrebbe rimanere obbligatoria prima la pratica (investimento a fondo perduto qualora non si riuscisse a superare il successivo concorso) e poi la possibilità di accedere al concorso e di superarlo. D’altra parte, non è certo un problema del nostro Paese quello di formare nuovi avvocati, visto che ne siamo veramente stracolmi.
Inutile dire che il governo dovrebbe finalmente bandire ogni anno il concorso per magistratura, rispettando i dettami delle leggi che la stessa classe politica ha imposto. Ma un’altra cosa sarebbe necessaria prima di tutto: investire maggiormente nell’università, o comunque trasferire i fondi in modo da evitare i tantissimi sprechi che sono stati perpetrati negli anni, per la verità non senza responsabilità anche del corpo studentesco che dopo le rivolte del ‘68 e gli anni di piombo in troppi casi è diventato silente e prono alle decisioni altrui. Investimento di fondi più oculato per far sì che una laurea in giurisprudenza, con le difficoltà che comporta, sia di per sè idonea a partecipare a qualsiasi concorso in campo giuridico. Altrimenti qualcosa non va nella laurea stessa. E pensare che in Italia non si parla affatto di abolire il valore legale delle lauree appunto, figurarsi cosa accadrebbe se ciò venisse fatto: quante università non darebbero in nessun caso l’idoneità all’accesso a certi concorsi, creandosi così dei poli didattici privilegiati dove sono costretti ad andare tutti coloro i quali ambiscono alla magistratura.
In poche parole, se qualcosa siamo riusciti a far emergere, come anche in altre occasioni, con questa piccola inchiesta su Caffè News, è senza dubbio la necessità che le istituzioni rappresentative e la classe politica italiana di oggi si impegnino per accorciare, e non per allungare, le distanze tra il mondo della formazione e quello del lavoro. Concetti e propositi che vengono sempre sbandierati sulla carta, ma che poi nei fatti sono troppo spesso disattesi.
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Csm: online giurisprudenza disciplinare
Consultabili dagli utenti del sistema Italgiuriweb
23 settembre, 20:34
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Accesso alla magistratura e all'avvocaturaLa preparazione per l’accesso al concorso per uditore giudiziario, e quindi per l’ingresso nella magistratura dello Stato italiano attualmente avviene grazie all’istituzione delle scuole di specializzazione nelle professioni legali.

Csm: online giurisprudenza disciplinare

ottobre 11, 2010 · Archiviato in CSM · Comment 
Il Csm ha messo a punto un nuovo servizio informatico per magistrati e avvocati che riguarda la giurisprudenza disciplinare.Sara’ a disposizione di tutti gli utenti del sistema Italgiureweb, la banca dati italiana in ambito giuridico usata da toghe e studi legali. Il servizio, realizzato, in collaborazione con la Cassazione e la Procura Generale presso quest’ultima, sara’ consultabile online per gli utenti di Italgiureweb la giurisprudenza disciplinare della Corte di Cassazione.

Csm: online giurisprudenza disciplinareIl Csm ha dato il via ad un nuovo servizio informatico per magistrati e avvocati sulla giurisprudenza disciplinare.